Eleuterio Arcese è il primo “non americano” che entra a far parte della Hall of Fame della National Reining Horse Association: il museo del Reining. Ed è italiano. Anzi per l’esattezza è “l’italiano”, il nostro Arci (come lo chiamano familiarmente nell’ambiente), che da decenni rappresenta una presenza costante e irrinunciabile in ogni tribuna, arena, sala dei bottoni del Reining azzurro.

Vedere il proprio nome scritto accanto a quello del padre della specialità, Dale Wilkinson, e a quelli di cavalli che hanno fatto la storia quali Hollywood Jac 86 e Joe Cody, è un onore riservato a pochi: in passato vi sono stati anni in cui nessuno è stato aggiunto alla prestigiosa lista, perché nessuno ne è stato considerato degno.

La definizione di un “Hall of Famer” secondo la NRHA recita infatti: “Negli anni, da quando è nata la nostra associazione, molti individui hanno contribuito a farla crescere. Alcuni sono umani ed altri sono equini. Tutti sono stati eccezionali! Eccezionale è stato quanto hanno compiuto sia a livello competitivo che a livello individuale nel contribuire alla crescita di questo sport. Per riconoscere quanto è stato fatto da costoro, la NRHA ha fondato la propria Hall of Fame, il proprio Museo”.

Arrivato ad Oklahoma City per il Futurity NRHA, Arcese non sapeva di essere stato inserito nella prestigiosa Hall of Fame, un segreto gelosamente custodito dal comitato NRHA, dalla testa di ponte NRHA in Italia Simona Diale e dal suo primogenito Leonardo.

Al cocktail per il “Gathering of Legends” (il raduno delle Leggende), durante il quale sarebbe stato sorteggiato l’ordine di partenza della finale open, sono stati ufficializzati i nomi di coloro che nel 2003 sarebbero entrati a far parte della Hall of Fame: Smart Chic Olena, Pat Feuerstein, Charles Smith, Dick & Barb Waltenberry e… Eleuterio Arcese.

Lì per lì mio padre non ha capito bene cosa stesse accadendo”, racconta il figlio. “Mi ha solo detto che avrei potuto avvertirlo, così avrebbe portato il suo cappello…”. L’emozione e gli occhi lucidi della nostra “Leggenda” però non sono sfuggiti a nessuno: Arcese, solitamente molto loquace, è riuscito appena a mormorare solo un commosso “grazie”…

La National Reining Horse Association, inserendo il suo nome nella Hall of Fame, ha fatto riecheggiare in tutto il mondo il ringraziamento ad Eleuterio Arcese di tutti i reiner italiani. Il trofeo riservato a pochi eletti verrà consegnato ai nuovi Hall of Famers in un’apposita cerimonia durante la convention NRHA che si terrà a Las Vegas dal 3 al 7 febbraio 2004.

di Cochi Allegri e Simona Diale

 

Il sig. Eleuterio Arcese è stato eletto alla prestigiosa  National Reining Horse Association Hall of Fame in dicembre 2003 la cui cerimonia di investitura si terrà presso l'annuale NRHA Convention nel mese di febbraio 2004.  La cerimonia si svolgerà  in occasione del banchetto annuale di premiazione presso l'hotel Alladin a Las Vegas, in Nevada. 
 
L'elezione del Sig. Arcese è motivo di celebrazione.  Ci sono stati ventisei altri eletti nella Hall of Fame fino a oggi. Tutti hanno contribuito notevolmente al nostro sport in aree diverse nel loro proprio modo.  Il fattore costante nei criteri del comitato nella Hall of Fame è che l'individuo ha realmente modificato il modo di cavalcare. Eleuterio Arcese serve da esempio come uno di coloro che hanno cambiato il modo di cavalcare! 
 
Quale primo europeo insediato, e quale primo non-nord americano, la sua elezione è il culmine di più di 20 anni di passione e dedizione al nostro sport.  Ricordo ancora la prima volta che ci siamo incontrati, al NRHA Futurity del 1986.  Era intimamente determinato a creare realmente la promozione globale del cavalcare. Mi disse "Costantini, un giorno Lei verrà in Italia a comprare dei buoni cavalli!"

Poco dopo avere vinto il Futurity, acquistò Sophie Oak dall'amico di vecchia data Bob Loomis; un anno più tardi, Spirit of Five e Surprise Enterprise. La lista è interminabile e certamente aveva le risorse finanziarie per farlo, ma il Sig. Arcese realizzò davvero un paio di cose con le sue acquisizioni.  Pose vero valore sul "Reining Horse" che potesse essere interpretato in qualsiasi lingua ed iniziò ad allevare al di fuori del nord America grandi cavalli lavorando instancabilmente per promuoverli.
 
Il Sig. Arcese è molto particolare. Lui voleva essere semplicemente il migliore! "Il desiderio di vincere non si assopisce mai", così affermò a proposito. Per fare questo, si affermò al meglio nel business. Bob Loomis, Bill Horn, Tim Mcquay, Carol Rose, e Todd Bergen hanno relazioni stabili, di vecchia data, col Sig. Arcese.  Tom McCutcheon, Dale Harvey, David Hanson e Francesco Arrighi ce l'hanno fatta con l'assistenza di Arcese. Sono sicuro di aver dimenticato, senza volere, qualcuno e mi scuso per tale errore.   
 
Il Sig. Arcese, per quanto ne sappia, non ha mai cavalcato. Ma non potrei immaginare la Italian Reining Horse Association senza di lui in veste di Presidente negli anni passati e in veste di Consigliere d'Amministrazione ora. Inoltre non potrei immaginare lo stile di cavalcare in tutto il mondo senza la devozione e la passione che Eleuterio Arcese ha mostrato per più di due decenni e ciò che ora apporterà alla Fondazione come membro del Comitato di Sviluppo Internazionale.

Ed infine, non potrei immaginare di essere nella NRHA Hall of Fame senza il mio fratello ed amico, Eleuterio Arcese!

di Frank Costantini

 

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